Il simbolismo del pane e del vino - Alcuni argomenti cristiani.

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IL SIMBOLISMO DEL PANE E DEL VINO - Ultima Cena

Messaggio  Elitheo Carrani il Gio Nov 11, 2010 1:21 am

Ciao Filippo,

devo dire che sono commpletamente d'accordo. Anch'io ho avuto modo di intervenire in altri contesti sul cosiddetto dogma della transustanziazione, cioè la pretesa della Chiesa Cattolica di affermare che nell'atto della consacrazione del pane e del vino nel corso della Messa, avviene la EFFETTIVA trasformazione in carne e sangue di Gesù, di cui i fedeli si devono cibare per ottenere la Vita Eterna, perchè così parlò Gesù " chi beve questo vino e mangia questo pane avrà la vita eterna.

Ha ragione Abdul'Bahà. Si tratta del pane e del vino spirituale, come del resto lo stesso vangelo afferma e come è riportato correttamente alla apertura del tuo scritto.

Più propriamnete, il pane è il corpo di Cristo che si sacrifica nella crocifissione e attraverso essa e il sacrificio, compie la remissione dei peccati ( se vuoi possiamo approfondire anche questo aspetto del Cristianesimo che ancora non è stato ben capito dagli stessi cristiani).

Il sangue è il vino ed è lo spirito di Gesù che attraverso il suo "essere versato" nel mondo con la sua morte, introduce nel mondo stesso lo Spirito Santo, come viene definito, perchè attraverso la sua morte lo spirito di Gesù entra nel mondo "spirituale" degli uomini.

Sotto il profilo invece "sapienziale/gnoseologico" e nel modo di parlare ebraico, "la carne e il sangue" rappresentano l'essenza della persona che nel caso di Gesù è la sua parola, il suo insegnamento e i suoi atti.(in principio era il Verbo)

E' quindi giusto che chi mangia, cioè assimila entro di sè, gli insegnamenti e il modo di vivere di Gesù, non morirà perchè entra a pieno titolo nella vita spirituale ed eterna (il paradiso).

Per cui l'interpretazione Babai mi trova concorde.

Ciao a presto.


Elitheo.
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Il simbolismo del pane e del vino - Alcuni argomenti cristiani.

Messaggio  filippo il Mer Nov 10, 2010 5:14 pm

XXI.

IL SIMBOLISMO DEL PANE E DEL VINO


Domanda:

Cristo disse: "Io sono il pane vivo che
scende dal cielo, acciocché l'uomo possa mangiarne e
non morire". Qual'è il significato di queste parole?


Risposta:

Questo pane indica il cibo celeste e le
perfezioni divine. Così, "Se un uomo mangia di questo
pane", significa che se un uomo acquista la grazia celeste,
egli riceve la luce divina, o se egli condivide la perfezione
di Cristo, ottiene la vita eterna. Il sangue significa
pure lo spirito della vita e delle perfezioni divine, lo
splendore del Signore e la munificenza eterna. Poiché
tutte le membra del corpo ricevono la sostanza vitale dalla
circolazione del sangue.
Nel Vangelo di San Giovanni, capitolo VI, versetto
26°, è detto: "Voi mi cercate, non perciocché abbiate veduti
miracoli; ma perciocché avete mangiato di quei pani,
e siete stati saziati".
È evidente che il pane che i discepoli mangiarono e
col quale furono saziati, era la grazia celeste; poiché, nel
versetto 33° del medesimo capitolo, è detto: "Perciocché
il pane di Dio è quello che scende dal cielo, e dà vita al
mondo". È chiaro che il corpo di Cristo non discese dal
cielo ma venne dal seno di Maria, e che quel che discese
dal cielo di Dio fu lo spirito di Cristo. I Giudei pensavano
che Cristo parlasse del suo corpo, ed essi obiettarono,
come è detto nel versetto 42° dello stesso capitolo: "E
diceano: Costui non è egli Gesù, figliuol di Giuseppe, di
cui noi conosciamo il padre e la madre? Come adunque
dice costui: Io sono sceso dal cielo?"".

Riflettete com'è chiaro che Cristo chiamava pane celeste
il Suo spirito, la Sua grazia, la Sua perfezione e i
suoi insegnamenti; poiché è detto nel versetto 63°:
"Lo spirito è quel che vivifica, la carne non giova nulla".

È quindi evidente che lo spirito di Cristo è la grazia
celeste che scende dal cielo e chiunque riceva luce in
abbondanza da quello spirito, accolga cioè gli insegnamenti
celestiali, ottiene vita eterna.
Questa è la ragione per cui è detto nel versetto 35°:
"E Gesù disse loro: Io sono il pane della vita; chi viene a
me non avrà fame, e chi crede in me non avrà mai sete".
Notate come "il venire a Lui"è espresso come il
"mangiare", e "il credere in Lui", come il "bere". È
quindi evidente che il cibo celeste è la grazia divina, lo
splendore spirituale, gli insegnamenti celestiali, il significato
universale del Cristo. Il "mangiare"è un avvicinarsi
a Lui, il "bere"è un credere in Lui. Poiché Cristo aveva
un corpo composto di elementi e una forma celestiale.
Il corpo costituito da elementi fu crocifisso, ma la forma
celestiale è vivente ed eterna ed è la causa della vita durevole;
il primo costituiva la natura umana, e il secondo
la natura divina.

Alcuni credono che l'Eucaristia sia la realtà di Cristo,
e che la Divinità e lo Spirito Santo scendono ed esistono
in essa. Orbene, una volta che l'Eucaristia è presa, dopo
pochi momenti viene disintegrata e interamente trasformata.

Come può essere adunque concepito un tale pensiero?

Dio non lo voglia! Esso è certamente una fantasia.

Per concludere: Per mezzo della manifestazione di
Cristo, gli insegnamenti divini, che sono una grazia eterna,
si diffusero ovunque; la luce che guida brillò, e lo
spirito della vita venne conferito all'uomo. Chiunque
trovò la via acquistò la vita; chiunque si sperse venne
sopraffatto dalla morte eterna. Questo pane che scese dal
cielo era il corpo divino di Cristo, i Suoi elementi spirituali,
e fu questo pane che i discepoli mangiarono, acquistando
così la vita eterna.
I discepoli aveano ricevuto il cibo dalle mani di Cristo
parecchie volte; che cosa distinse l'ultima cena dalle
altre? È evidente che il pane celeste non significava il
pane materiale, bensì il nutrimento divino del corpo spirituale
di Cristo; la grazia divina e le perfezioni celestiali
furono il pane che i discepoli mangiarono e col quale furono
saziati.
All'istessa maniera quando Cristo benedì il pane e lo
diede ai Suoi discepoli dicendo, "Questo è il mio corpo"
e fece loro grazia, Egli era con loro in persona, nella
Sua presenza e forma. Egli non fu trasformato in pane e
vino; se fosse stato trasformato in pane e in vino non sarebbe
rimasto con i discepoli in persona col Suo corpo e
con la Sua presenza.

È chiaro quindi che pane e vino erano simboli che significavano:
"Io vi ho dato la mia grazia e le mie perfezioni,
e ricevendo questa grazia, voi guadagnate la vita
eterna e ottenete la vostra parte di nutrimento divino".

Tratto dal libro "Le Lezioni di San Giovanni D'Acri" una raccolta di
discorsi tenuti da Abdul'Bahà(1844-1921).

Saluti amorevoli.
filippo


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