SPEGNERE LA MENTE

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SPEGNERE LA MENTE

Messaggio  Elitheo Carrani il Dom Nov 18, 2012 10:45 pm



"Non fatevi influenzare da mirabolanti racconti, né dalla tradizione, né dal sentito dire. Non fatevi convincere dall'autorità dei testi religiosi, né dalla mera logica o dalle supposizioni, né dal piacere della speculazione intellettuale, né dalla plausibilità, né dall'idea 'questo è il mio maestro'. Invece, Kalama, dopo averle attentamente esaminate, accettate soltanto quelle cose che avete sperimentato e trovato giovevoli e lasciate perdere, invece, le cose che presentano caratteristiche insane" (Il Buddha- Kalama-sutta, Anguttara Nikaya, III, 65).

COMMENTO

Uno degli errori più comuni ed anche umanamente comprensibili che si compiono nello sforzo di ricerca spirituale è quello di farsi guidare da un concetto base: devo capire per arrivare alla liberazione.
Non è così. La fase di ricerca è invero fondamentale perché occorre davvero capire prima di cominciare a cambiare paradigmi esistenziali. Se ad esempio non si capisce che dolore e sofferenza come gioia e felicità sono prodotti esclusivamente da ciò che pensiamo e non da ciò che ci accade, difficilmente arriveremo da qualche parte. Una certa quantità di ricerca e di lavoro intellettuale è spesso ( ma non sempre e comunque) necessaria. Nondimeno abituati come siamo a “ragionare” siamo così radicalmente convinti che la mente sia il nostro strumento fondamentale di conoscenza, colei che ci da’ la cifra della nostra umanità e quindi anche spiritualità, che non riusciamo a rinunziarvi.
Siamo quindi perennemente alla ricerca di “qualcosa” che ci “faccia capire” come dobbiamo pensare ed essere. Nasce quindi un’altra sete, un altro attaccamento che è quello dell’indagine, dell’approfondimento,della conoscenza dei grandi nomi della spiritualità,della conoscenza delle”vie”.
Questo non è il modo corretto di procedere. La conoscenza non passa per la mente e per i concetti. Tutto quello che la mente ci può insegnare è che essa è impotente di fronte alla verità e proprio come la luce dell’alba dirada le tenebre,così la conoscenza, quella vera, cancella la mente, ne prende il suo posto.
La libertà della mente e cosa ancor più importante, dalla mente, cosa peraltro non facile da perseguire, richiede il suo stesso eclissarsi, il suo stesso scomparire.
Sapere questo è solo, e solamente, ancora la mente che occupa il centro della scena.
E la notte è ancora alta.
Accettare questo, è l’inizio dell’alba.
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