Il peccato originale (il nostro "bios" mentale)

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ADAMO ED EVA - una spiegazione diversa

Messaggio  Elitheo il Dom Ott 17, 2010 7:46 pm

Ciao Filippo,

innanzitutto grazie per il tuo intervento. La questione del peccato originale è per me centrale e su questo ho pubblicato un libro che se ti interessa l'argomento, puoi trovare in rete.

Capisci quindi che il tuo intervento, che ho visto solo ieri, mi stimola enormemente a rispondere, perchè lo considero centrale.

Ciò che mi hai postato, vado sintetizzando ma credo sia il nocciolo della questione, è che l'uomo ha scelto il mondo umano, perdendo così le prerogative celesti. Scegliendo il mondo umano, caratterizzato da bene e male, ha perso la sua perfezione ed innocenza.

Ma questo approccio è incompleto rispetto alla domanda di fondo: da cosa origina il male? Qual'è la sua ESSENZA?
Se infatti prendiamo per vera e completa la spiegazione di una scelta scellerata di Adamo che sceglie il mondo umano, abbiamo 2 osservazioni da fare:

- la prima è che il mondo umano già esisteva ed allora, per logica, la storia (ovviamente allegorica) non riguarda il primo uomo e il primo peccato, ma riguarda l'uomo in generale e quindi ogni uomo.

- la seconda è che se questo è vero, e cioè che l'uomo soffre perchè ha scelto il mondo umano invece per così dire di quello divino, abbiamo comunque un mondo umano che già esiste, giusto?

E quindi se il mondo umano già esiste ed è permeato di bene e di male, non abbiamo ancora detto nulla sull'origine del male, giusto?

Ma la storia biblica non racconta (è una delle cose che sostengo nel libro) un fatto accaduto ad un uomo, bensì racconta, filosoficamente, come il Male si origina.

Non perdere di vista che il racconto fotografa due momenti, prima e dopo la caduta. Prima della caduta il peccato NON c'era e non c'era sofferenza.Dopo la caduta arriva la vergogna della nudità, la paura del castigo e la morte. E' evidente che lo scopo del racconto è quello di indicare la ragione della nascita del Male nel mondo.

Ora la figura dell'albero è la rappresentazione di un concetto. Infatti l'albero si chiama "della conoscenza del bene e del Male" e non fico o melo o albero della disobbedienza come avrebbe potuto chiamarsi visto che "coglierne i frutti" avrebbe comportato la disobbedienza a Dio.

Nel modo di esprimersi ebraico "coglierne i frutti" significa assimilare la "sostanza" dell'albero, frase poi usata anche da Gesù quando dice " dai frutti riconoscerete l'albero" per indicare la natura degli uomini.

Quindi "coglierne i frutti" per l'albero del Bene e del Male, significa propriamente "avere conoscenza di ciò che è Bene e ciò che è Male" Cosa all'apparenza assai desiderabile che può davvero ,come insinua il serpente, far sentire l'uomo come un Dio.

Ma sfortunatamente, quando una persona acquisisce un concetto di Bene, INEVITABILMENTE acquisisce anche quello di Male, perchè esso sarà tutto ciò che non è Bene. E quindi per questa via psicologica, entra il Male nel mondo, nella mente. E da quel momento nascerà IL DESIDERIO di evitare il Male e di fare il Bene e nascerà la PAURA di fare il Male o l'ODIO a fare il Male.

Ti ho scritto in maiuscolo alcune parole per evidenziarti come la conoscenza del Bene e del Male sia infida e faccia nascere i sentimenti del desiderio, della paura e dell'odio.

Esempio banale: se parcheggi in sosta vietata ma non sai che lo è, lascerai la macchina tranquillo e sereno, ma se ti accorgi che lo è e non hai altre possibilità di parcheggio, lascerai lì la macchina ma sarai preroccupato per tutto il tempo che ti venga data una multa, ti muoverai in fretta per tornare il più presto possibile a prenderla, sarai un po' più nervoso ecc.

Ti assicuro che lo stesso meccanismo vale per questioni morali etiche ben più importanti: conoscere il bene e il male vuol dire soffrire. E questa è la condizione umana che cerca disperatamente di restare nel giusto senza peraltro riuscirci perchè infatti " nessuno è giusto di fronte a Dio".

Mi fermo qui perchè le cose che seguono richiedono molto tempo per essere spiegate ed assimilate.

Spero di averti dato elementi di discussione stimolante che spero possa continuare ed allargarsi. Mi piacerebbe che il forum portasse a discutere più persone su questi ad altri temi con rispetto vicendeveole ed impegno reciproco.

Grazie ancora per il tuo intervento.

Elitheo.

Elitheo
Ospite


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Adamo ed Eva.

Messaggio  filippo il Gio Ott 07, 2010 12:32 pm

ADAMO ED EVA

Domanda: Qual’è la verità nella storia di Adamo che
mangiò il frutto dell’albero?


Risposta: Sta scritto nella Bibbia che Dio pose Adamo
nel giardino dell’Eden, affinché lo coltivasse e ne
avesse cura, e gli disse: “Mangia di ogni albero del giardino
eccetto che dell’albero del bene e del male, perché
se tu ne mangi, morirai”. Poi è detto che Dio addormentò
Adamo, che prese una delle sue costole e creò la donna,
perché essa potesse essere sua compagna. Dopo di ciò è
detto che il serpente indusse la donna a mangiare il frutto
dell’albero dicendo: “Dio ti ha proibito di mangiare il
frutto di quest’albero, affinché i tuoi occhi non siano aperti,
e tu non possa distinguere il bene dal male”. Allora
Eva mangiò il frutto dell’albero, e ne dette ad Adamo
che pure ne mangiò; i loro occhi si aprirono, essi scoprirono
di essere nudi e nascosero parte del corpo con foglie.
In conseguenza di ciò essi vennero rimproverati da
Dio. Dio disse ad Adamo: “Hai tu mangiato dall’albero
proibito?”. Adamo rispose: “Eva mi ha tentato, e io ne
ho mangiato”. Dio rimproverò Eva; Eva disse: “Il serpente
mi ha tentato e io ne ho mangiato”. Per questo il
serpente fu maledetto e vi fu discordia fra il serpente ed
Eva, e fra i loro discendenti. Dio disse: “L’uomo è diventato
simile a noi, conoscendo il bene e il male, e forse
egli mangerà dall’albero della Vita e vivrà per sempre”.
Così Dio protesse l’albero della vita.
Se prendiamo questa storia nel suo significato apparente,
secondo l’interpretazione popolare, essa è davvero
straordinaria. L’intelligenza non può né accettarla,
né affermarla, né immaginarla; poiché simili disposizioni,
dettagli, discorsi e rimproveri sono lungi dal poter essere
quelli di un uomo intelligente, e tanto meno quelli
della Divinità; di una Divinità che ha organizzato questo
infinito universo nella forma più perfetta, e i suoi innumerevoli
abitanti con assoluto ordine, forza e perfezione.
Dobbiamo riflettere un poco; se il significato letterale
di questa storia fosse attribuito a un uomo saggio, tutti
negherebbero logicamente che questa tra-ma e questa
fantasia potessero provenire da un essere intelligente.
Perciò questa storia di Adamo ed Eva che mangiarono il
frutto dell’albero e vennero espulsi dall’Eden deve essere
considerata semplicemente un simbolo. Essa contiene
misteri divini e significati universali, ed è suscettibile di
splendide spiegazioni. Solo coloro che sono iniziati ai
misteri, coloro che sono vicino alla Corte del Potentissimo,
sono consci di questi segreti. Questi versetti della
Bibbia hanno quindi numerosi significati.
Noi ne spiegheremo almeno uno, dicendo: Adamo significa
lo spirito dell’uomo, ed Eva la sua anima. Perché
in alcuni passi dei Libri Sacri dove si accenna alla donna,
essa viene rappresentata come l’anima dell’uomo.
L’albero del bene e del male sta a significare il mondo
umano; poiché il mondo spirituale e divino è pura bontà
e luminosità, ma nel mondo umano, luce e oscurità, bene
e male, esistono come condizioni opposte.
Il significato del serpente è l’attaccamento al mondo
umano. Questo attaccamento dello spirito al mondo umano
condusse l’anima e lo spirito di Adamo dal mondo
della libertà al mondo della cattività, e fu la causa per cui
egli si volse dal Regno dell’Unità al mondo umano.
Quando l’anima e lo spirito di Adamo entrarono nel
mondo umano, egli uscì dal paradiso della libertà e cadde
nel mondo della cattività. Dalle vette della purezza e
bontà assolute, egli entrò nel mondo del bene e del male.
L’albero della vita costituisce il più alto grado del
mondo dell’esistenza; la posizione del Verbo di Dio e la
Manifestazione universale. Questa posizione è stata
mantenuta e l’apparizione della più nobile Manifestazione
universale è divenuta chiara ed evidente. Ciò in quanto
la posizione di Adamo nei riguardi dell’apparizione e
manifestazione delle perfezioni divine, era una condizione
embrionale; la posizione di Cristo era la condizione
della maturità e dell’età della ragione, e il levarsi del Più
Grande Astro1 costituiva una condizione di perfezione
dell’essenza e delle qualità. Ecco perché nel supremo Paradiso,
l’albero della vita esprime il culmine della assoluta
purezza e santità - cioè, della Manifestazione Divina
Universale. Dai giorni di Adamo fino ai giorni di Cristo,
si parlò poco di vita eterna e di perfezioni celestiali universali.
L’albero della vita era la posizione della Realtà
di Cristo; per mezzo della sua manifestazione esso venne
piantato, ed adornato di frutti imperituri.
Considerate ora quanto poco questo significato si
conformi alla realtà. Perché lo spirito e l’anima di Adamo
quando si attaccarono al mondo umano, passarono
dal regno della libertà a quello della cattività, e i suoi discendenti
continuarono in questa schiavitù. Questo attaccamento
dell’anima e dello spirito al mondo umano, che
è peccato, venne ereditato dai discendenti di Adamo; esso
è il serpente che è sempre in mezzo a essi e in aperta
inimicizia con gli spiriti dei discendenti di Adamo; e
questa discordia perdura.
Poiché l’attaccamento al mondo è divenuto causa della
servitù dello spirito, e questa servitù è identica al peccato
che è stato trasmesso da Adamo ai suoi posteri. A
causa di questo attaccamento gli uomini sono stati privati
della spiritualità essenziale e della loro posizione elevata.
Quando le brezze santificanti di Cristo e la santa luce
del Più Grande Astro(=Bahà'ù'llàh) si diffusero lontano, le realtà umane,
cioè coloro che si volsero verso il Verbo di Dio e
ricevettero la profusione delle Sue munificenze, vennero
salvati da questo attaccamento e dal peccato, ottennero la
vita eterna, furono liberati dalle catene della schiavitù e
giunsero al mondo della libertà. Essi furono liberati dai
vizi del mondo umano, e benedetti dalle virtù del Regno
di Dio. Questo è il significato delle parole di Cristo: “Ho
dato il mio sangue per la vita del mondo”; il che vuol dire:
ho scelto tutte queste tribolazioni, sofferenze e calamità,
e anche il martirio, per raggiungere questo scopo,
la remissione dei peccati, cioè il distacco dello spirito dal
mondo umano e la sua polarizzazione verso il mondo divino,
cosicché si possano levare delle anime che saranno
la guida dell’umanità e la manifestazione delle perfezioni
del Regno Supremo.
Osservate che se, secondo l’ipotesi della Gente del
Libro(Ebrei e Cristiani), il significato dei testi venisse preso nel senso es-
soterico, si avrebbe assoluta ingiustizia, e completa predestinazione.
Se Adamo peccò nell’avvicinarsi all’albero
proibito, quale fu il peccato del nobile Abramo, e quale
l’errore di Mosè l’interlocutore? Quale delitto commise
Noè il Profeta? In che cosa trasgredì Giuseppe il Sincero?
Quali iniquità commisero i Profeti di Dio, e quali sono
i torti di Giovanni il Casto? Potrebbe la giustizia di
Dio aver permesso che queste illuminate Manifestazioni,
per causa del peccato di Adamo, soffrissero i tormenti
dell’inferno, finché Cristo venne e col sacrificio di se
stesso li salvò da atroci torture? Simile concetto è estraneo
a ogni legge e non può essere accettato dagli intelligenti.
No, il significato è quello già chiarito: Adamo è lo
spirito dell’uomo ed Eva la sua anima; l’albero è il mondo
umano, e il serpente è l’attaccamento a questo mondo,
che costituisce peccato e che ha corrotto i discendenti
di Adamo. Cristo, con il suo santo alito, salvò gli uomini
da questo attaccamento e li liberò da questo peccato.
Il peccato dell’uomo è relativo alla sua posizione.
Sebbene questo attaccamento abbia portato molte conseguenze,
ciò non di meno, l’attaccamento al mondo terreno,
in relazione all’attaccamento al mondo spirituale, è
considerato peccato. Le buone opere dei fedeli sono come
i peccati degli Eletti. Questo viene confermato.
Così la forza fisica non è soltanto manchevole se confrontata
alla forza spirituale; ma, in confronto, essa è debolezza.
Allo stesso modo, la vita fisica, paragonata alla
vita eterna nel Regno di Dio, è considerata morte. Così
Cristo chiamò morte la vita fisica, e disse: “Lasciate che
i morti seppelliscano i morti”. Sebbene queste anime
possedessero la vita fisica, ai suoi occhi quella vita era
simile alla morte.
Questo è uno dei significati della biblica storia di Adamo.
Riflettete fino a che non giungiate a scoprirne altri.
Salute a voi.

Tratto dal libro "Le Lezioni di San Giovanni D'Acri"-una raccolta di discorsi tenuti da Abdul'Bahà(1844-1921).

Cari saluti
filippo

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il peccato originale.

Messaggio  filippoi il Mar Ott 05, 2010 11:30 am

Caro Eliteo,
mi fa piacere scoprire siti come questo.Ho letto dal newsgroups.Mi complimento con te.Io sono un credente baha'i.A proposito del peccato originale, io non ci credo per nulla. Se permetti posterò ciò che è la posizione della Fede Baha'i su questo tema.
Ti ringrazio e ti auguro tante ottime cose.
Tanti cari saluti
filippo

filippoi
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Il peccato originale (il nostro "bios" mentale)

Messaggio  Elitheo il Lun Set 21, 2009 9:56 pm

Come tempo fa avevo postato sui newsgroup il male nel mondo è, dal mio punto di vista, originato dalla umana tendenza innata e direi perfino genetica, di cercare sempre di stabilire ciò che è male da ciò che è bene, inevitabilmente portando a creare concettualmente una dicotomia nel mondo delle idee.
Evidentemente se voglio stabilire ciò che è Bene, identificherò *per differenza* ciò che è Male e se fino a quel momento il "Male" non c'era, lo creo inevitabilmente per differenza.

Il racconto del Peccato Originale indica propriamente questo: la pretesa di conoscere il bene e il male porta alla sofferenza, alla consapevolezza (rivolsero lo sguardo su di sè e si accorsero di essere nudi) e alla perdita dell'innocenza.

Ogni uomo nasce con questo "imprimatur". Quello cioè di poter scegliere tra il bene e il male. Ed inevitabilmente creerà barriere e conflitti.

Tutto il resto. politica, religione, società, cultura, è "viziata" da questo "pregiudizio" di fondo.

Da questo nasce il Male che infatti domina il mondo perché la nostra mente ha spezzettato i concetti nelle due grandi categorie: Bene e Male, Giusto e Sbagliato e il nostro desiderio di essere nel Bene ci fa "odiare" ciò che riteniamo "Male" e l'odio e l'avversione si espande, si espande, si espande. Evil or Very Mad

Ciao.
--
Elitheo

Elitheo
Ospite


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Re: Il peccato originale (il nostro "bios" mentale)

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