"CHIAMATI ALL'AMORE" DI ANTHONY DE MELLO - CAPITOLO 3

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"CHIAMATI ALL'AMORE" DI ANTHONY DE MELLO - CAPITOLO 3

Messaggio  Elitheo Carrani il Sab Nov 24, 2012 2:22 pm



Questo brano è tratto dal libro di A. De Mello “chiamati all’amore” capitolo 3, è interessante notare come allo stesso autore venga spontaneo considerare la programmazione della mente come un computer che ci schiavizza. All’interno del testo ho introdotto alcune note per evidenziare la stretta correlazione con la DSE e le CMS (Cariche Mentali Subconsce)



A chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due". Mt 5,40-41



Se per un attimo prendi in considerazione il modo in cui sei stato " costruito" e il modo in cui " funzioni ", vedrai che all'interno del tuo cervello è inserito un programma completo, con una serie di richieste che dicono come dovrebbero andare le cose del mondo, come dovresti essere tu e addirittura che cosa dovresti desiderare... Chi è responsabile di questa programmazione? Non tu, sicuramente: non sei stato tu a pianificare questi elementi di base che sono le tue esigenze, i tuoi desideri, i tuoi cosiddetti bisogni, i tuoi valori, i tuoi gusti, le tue attitudini. Sono stati i tuoi genitori, la società in cui ti trovi inserito, il tuo ambiente culturale, la tua religione, il tuo vissuto personale, a immettere questi schemi operativi nel computer che ti porti dentro.



(nota di E. C: Nota te quanto questo sia vero….quanto di quello che pensiamo è davvero frutto del nostro lavoro, delle nostre convizioni? Da chi ci è stato dato il sistema operativo che controlla la nostra mente? Siamo usciti dall’infanzia già programmati e più abbiamo creduto ai modelli che ci hanno influenzato, più ne siamo il loro prodotto..)



Ormai, qualunque età tu abbia, qualunque sia la direzione in cui stai andando, questo tuo computer cammina con te, attivo e operante in ogni singolo momento cosciente delle tue giornate, e imperiosamente chiede che le sue esigenze siano soddisfatte dalla vita, dalla gente e da te. Quando le sue richieste sono realizzate, il computer ti concede di essere in pace e felice; in caso contrario - anche senza che tu ne abbia colpa - il computer inocula in te reazioni emotive di segno negativo, che ti fanno soffrire. Quando per esempio la gente non si comporta secondo le attese del tuo computer, esso ti rode con sensi di frustrazione, di rabbia o di amarezza. O ancora: quando gli avvenimenti sfuggono al tuo controllo, quando il futuro si fa incerto, il tuo computer ti fa sperimentare ansietà, tensione, preoccupazioni. E allora tu sprechi molte energie per venire a capo di queste sensazioni negative.


(Nota di E. C.: tutto ciò su cui non abbiamo controllo è il frutto di questi programmi mentali, le nostre CMS che ci dicono cosa desideriamo, quello che vorremmo essere, quello che non siamo, quello che vogliamo evitare, quello che vogliamo perseguire….e la cosa più vera è che quando decidiamo di opporci, di voler fare quello che vorremmo fare, la mente programmata ci presenta subito il conto…ansia, rabbia, agitazione, paura, terrore….è lei che comanda non noi)



E generalmente ci riesci solo profondendo le tue forze nel tentativo di ristrutturare il mondo attorno a te in maniera da soddisfare le richieste del tuo computer. Se ciò si verifica, ti sei assicurato uno scampolo di felicità, sia pure provvisoria. Provvisoria, perché da un momento all'altro una bagatella qualunque (un treno che ritarda, un registratore che si inceppa, una lettera che non arriva..., una cosa qualunque) viene a scontrarsi con le previsioni programmate del tuo computer, il quale perciò torna alla carica ripresentandoti le sue richieste inevase. E così tu vivi un'esistenza a dir poco penosa, continuamente in balia delle cose e della gente, sempre nel tentativo di far adeguare cose e persone agli ordini del tuo computer, in maniera da godere di tanto in tanto dell'unica pace che ti sia consentita, cioè queste brevi pause concesse dal tuo computer e dai suoi programmi.



Esiste una via di scampo? Sì, esiste.



Non arriverai certo a padroneggiare la tua pianificazione in breve tempo, o forse non ci arriverai mai. Ma non ne hai neppure bisogno.

Prova questo sistema: immagina di trovarti in una situazione spiacevole o in compagnia di una persona che ordinariamente eviteresti. E vedi come il tuo computer si mette immediatamente in agitazione, spingendoti a evitare quella situazione o a cambiarla. Ma se tu non fai niente per cambiare quella situazione o per evitare quella persona, ecco che allora il computer insiste: e ti fa provare irritazione, o apprensione, o senso di colpa o chissà quale altra emozione negativa.



(Nota di E.C.: queste sono le CMS in azione…..l’inconscio ci urla i suoi no)



Se però continui a riflettere su quella situazione incresciosa o su quella persona spiacevole, ti renderai conto che non sono esse a cagionarti le emozioni negative: situazioni e persone, infatti, seguono la loro strada, sono quel che sono, giuste o sbagliate, nel bene o nel male. È il tuo computer che in base ai suoi programmi ti fa reagire in maniera negativa nei loro confronti. Capirai meglio tutto questo quando ti accorgerai che un'altra persona, con un diverso programma, di fronte a quelle stesse situazioni o persone o avvenimenti potrebbe reagire con molta calma, forse anche con gioia.

Non fermarti nella tua riflessione finché non hai afferrato questa verità: l'unico motivo per cui non reagisci anche tu con la stessa calma o felicità è perché il tuo computer insiste, cocciuto, nel richiedere che il reale venga ristrutturato in maniera da conformarsi ai suoi programmi.



(Nota di E.C.: se le tu e CMS ti dicono voglio questo, voglio quello e ciò che avete di fronte non è quello che il programma vi sta dicendo…..sono dolori).



Osserva tutte queste cose, per così dire, dal di fuori, e vedrai quale meraviglioso cambiamento si verifica in te.



(Nota di E.C.: questo si può ottenere con la dissociazione di III° livello in cui un altro “io” sta dicendo le cose “programmate” e tu lo osservi….come fosse un estraneo mai visto prima)



Quando avrai capito questa verità e conseguentemente avrai impedito al tuo computer di far sorgere in te sensazioni negative, tu potrai intraprendere qualsiasi azione di cui ti senta capace: potrai evitare quella situazione spiacevole o girare al largo da quella persona che ti disturba, come potrai anche cercare di cambiarle; potrai impuntarti perché i diritti tuoi e quelli degli altri vengano rispettati; potrai anche ricorrere all'uso della forza. Ma tutto questo lo potrai fare soltanto dopo che avrai dominato il tuo scombussolamento emozionale, perché a quel punto il tuo agire sarà frutto della pace e dell'amore, non più del desiderio nevrotico di tacitare il computer che è dentro di te o di conformarti ai suoi programmi, e ti sarai sbarazzato delle emozioni negative che esso ti faceva scaturire dentro.



(Nota di E.C.: qui De Mello sta dicendo che una volta liberatisi della CMS potrete poi scegliere il comportamento più consono alla situazione, ma dall’alto di un controllo calmo e lucido…avrete deciso in piena libertà come operare)



Allora capirai quanto profonda sia la saggezza racchiusa in questa frase: "A chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due". A questo punto infatti ti risulterà chiaro ed evidente che la vera oppressione deriva non da chi magari ti convoca in giudizio, non da un despota che ti costringe a un lavoro da schiavo, bensì dal computer che hai dentro di te, il quale con i suoi programmi distrugge la tua serenità di spirito tutte le volte in cui le circostanze esterne non corrispondono più alle sue richieste.



(Nota di E.C: in verità qui Gesù voleva principalmente sottolineare di liberarsi dell’attaccamento, della volontà di contrapposizione, e della generosità di spirito verso il prossimo..…l’avversione ad adottare questi comportamenti, come Gesù sapeva, era dovuta ai nostri attaccamenti alle nostre “cose” anch’esse CMS.)



Si son visti uomini e donne felici anche nei campi di concentramento! È dalla costrizione della tua stessa pianificazione che hai bisogno di essere liberato. Solo a queste condizioni sperimenterai in te stesso quella libertà interiore che costituisce l'unica spinta plausibile per qualsiasi rivoluzione sociale, perché allora la forte emozione (la passione, anzi) che sentirai nascere nel tuo cuore alla vista dei mali sociali e che ti spingerà a fare qualcosa di concreto avrà origine non dalla tua pianificazione o dal tuo io ma dalla realtà delle cose.



(Nota di E.C: non solo ci furono persone felici nei campi di concentramento, ma anche in persone piagate da malattie terribili e destinate alla morte….questo è per noi inconcepibile ma nondimeno possibile e solo questo da’ già la conferma del fatto che paradiso ed inferno sono categorie e stati della mente).
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