CHIAMATI ALL'AMORE di ANTHONY DE MELLO – Capitolo 7 – commento di Elitheo Carrani

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CHIAMATI ALL'AMORE di ANTHONY DE MELLO – Capitolo 7 – commento di Elitheo Carrani

Messaggio  Elitheo Carrani il Dom Dic 09, 2012 10:53 pm



CHIAMATI ALL'AMORE di ANTHONY DE MELLO – Capitolo 7

7 "Il padrone di casa, irritato, disse al servo: "Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui poveri, storpi, ciechi e zoppi" ". Lc 14,21





Pensa a una persona che non ti piace, una persona che generalmente tu eviti, perché la sua presenza ti provoca sensazioni negative. Immagina di averla presente in questo istante e senti le emozioni negative emergere dentro di te...

Ecco, tu ti trovi chiaramente davanti a uno che è povero, storpio, cieco e zoppo.

(Nota di E.C: nel mondo rurale di duemila anni fa, dove la gente non aveva in media, cultura e conoscenza per poter bene assorbire insegnamenti spirituali, Gesù usava argomenti molto concreti e quotidiani per dare forza e chiarezza ai suoi insegnamenti. La visione della persona con handicap era di scandalo e spesso, anche nei secoli successivi, indice di malvagità della persona stessa, quasi che Dio avesse voluto punire con l’invalidità la supposta perfidia della persona con handicap. Questo è ancora presente oggi, ovviamente, anche se in modi più sfumati, ma l’insegnamento qui riportato va esteso anche a tutte le storpiaggini, cecità e zoppie mentali e psicologiche che attribuiamo alle persone che conosciamo e che ce le fanno evitare. Storpio cieco e zoppo, è ogni esser umano di cui non condividiamo scelte, modi di ragionare, comportamenti, ed ovviamente anche aspetti fisici)



Ora cerca di capire questo: se tu inviti questa persona, questo mendicante dalle strade e dai vicoli in casa tua, cioè la ammetti alla tua presenza, questa persona ti fa un dono che non potrai ricevere da nessuno dei tuoi affascinanti e piacevoli amici, ricchi quanto si voglia. Questa persona ti svela te stesso, ti rivela la natura umana. È una rivelazione ineguagliabile, quale non ricevi neppure dalle Scritture: in effetti, di quale utilità ti potrebbe essere il conoscere anche tutte le Scritture se poi non conoscessi te stesso e vivessi perciò una vita da robot?

(Nota di E.C: Qui De Mello indica quello che in altri passi chiamato il crogiuolo dell’oro…come per ottenere l’oro più puro occorre farlo fondere e portarlo quindi ad altissima temperatura, così l’anima che si purifica, deve essere “provata” nella difficoltà per potersi affinare. La vicinanza con situazioni, persone, cose che NON ci piacciono, porta in evidenza quelle che in psicologia si chiamano resistenze e in DSE si chiamano CMS, che ovviamente si “attivano” a fronte di una cosa che riteniamo “sgradevole”. La vicinanza con un cieco, o un mendicante ci mette a disagio per la sua evidente fragilità ed “inferiorità”. L’inferiorità non è oggettiva, ovviamente, ma soggettiva, basta sulle nostre valutazioni di ciò che è “bene” e di ciò che è “male”. Tutti miriamo alla perfezione e rifuggiamo da ciò che ricorda la malattia e la morte. Queste figure umane invece ne sono testimoni evidenti anche se silenziosi e ce le sbattono in faccia con la forza della realtà.)



La verità che questo mendicante ti porta spalancherà e dilaterà il tuo cuore fino a che in esso si creerà spazio per ogni creatura vivente. Puoi immaginare un dono più bello? Ora metti sotto esame la tua reazione negativa e domandati: " Sono io che devo dominare questa situazione o è questa situazione che deve dominare me? ". Questa è la prima rivelazione, seguita immediatamente dalla seconda: la via per arrivare a dominare questa situazione è di dominare te stesso. Come si acquista questa padronanza? L'unica cosa che devi fare è riconoscere che al mondo esistono persone che al tuo posto di fronte a quella persona non reagirebbero negativamente come fai tu. Si sentirebbero responsabili della situazione, al di sopra di essa, non succubi come lo sei tu. I tuoi sentimenti negativi, perciò, sono provocati non da questa persona - come tu erroneamente pensi - ma dalla tua "pianificazione" interiore: e questa è la terza e più rilevante rivelazione.

(Nota di E.C: l’incontro con la persona sgradevole, non importa se fisicamente o psicologicamente, ci obbliga a gestire la situazione…se soffriamo per questa situazione non voluta, la situazione controllerà noi, e la nostra libertà sarà limitata, se invece riusciamo a non soffrirne, saremo liberi dalla situazione esattamente come quando ci si libera dall’ansia o dalla rabbia, ed avremo fatto un passo avanti verso la libertà. Sotto il profilo delle CMS persone sgradevoli suscitano in noi CMS che dicono “ ma che brutto” “ mi fa schifo” “ non voglio vederlo” “ è orribile” oppure, nei rapporti interpersonali con persone che non gradiamo… “ è insopportabile” “ è un cretino” “ è un deficiente” “ è un arrogante” e così via…Questa è la pianificazione a cui allude De Mello)

Vedi che cosa avviene quando tu realmente " capisci "? Dopo aver ricevuto queste rivelazioni su te stesso, senti ora la rivelazione sulla natura umana. Di questo comportamento, di questa caratteristica che nell'altra persona fa sì che tu reagisca negativamente al suo contatto, capisci che non è essa responsabile? Tu puoi alimentare in te questo atteggiamento negativo soltanto pensando erroneamente che lui/lei sia libero/a e consapevole, e perciò responsabile. Ma chi ha mai fatto il male in piena consapevolezza? Ciò che ci fa capaci di fare il male o di essere cattivi non è la libertà ma una debolezza, perché vi è implicita una mancanza di coscienza e di sensibilità. Chi è veramente libero non può peccare, come non può peccare Dio. Questa povera persona che ti sta davanti è soltanto storpia, cieca, zoppa, non ostinata o maliziosa come tu infondatamente pensi.

(Nota di E.C.: qui De Mello conferma di ipotizzare un “giudizio” negativo sulla persona con handicap” secondo anche il modo di pensare del tempo, ma in realtà oggi non si tratta più tanto di questo (nessuno si sogna di ritenere un cieco colpevole di qualcosa) quanto di voler evitare un richiamo della fragilità e della morte)



Comprendi questa verità, riflettici a lungo e profondamente, e vedrai il tuo atteggiamento negativo trasformarsi in gentilezza e in compassione. Ed ecco che immediatamente si farà spazio nel tuo cuore per uno che tu e gli altri avevate condannato alla strada e ai vicoli. Ora capisci che questo mendicante è arrivato in casa tua con una elemosina: l'allargamento del tuo cuore e la liberazione del tuo spirito nella libertà. Mentre prima tu venivi soggiogato (queste persone avevano il potere di creare sensazioni negative in te e tu cambiavi strada pur di non incontrarle), tu ora hai ricevuto il dono della libertà, che ti permette di non evitare nessuno, di andare dove ti piace. Quando vedi questo, tu senti che nel tuo cuore al sentimento di compassione si è aggiunto un sentimento di gratitudine per questo mendicante che si è trasformato in tuo benefattore.

(Nota di E.C: il passaggio ad un sentimento positivo, di compassione, avviene solo quando si sono affievoliti fino alla cancellazione gli aspetti di rigetto e quando nel mendicante, nella persona “diversa” si vede se stessi, si vede un altro essere umano come te, non più un “alieno”….La ragione per cui nei periodi di grande crisi c’è più comprensione per i poveri è proprio perché anche chi ancora non lo è sa che potrebbe facilmente diventarlo, senza colpa apparente e senza poterlo davvero evitare).



È un altro sentimento ancora, anche questo insolito: tu adesso desideri la compagnia di questi storpi, ciechi e zoppi, che producono in te una crescita, così come uno che ha imparato a nuotare cerca l'acqua. Adesso infatti, ogni volta che ti trovi con queste persone, mentre prima provavi sentimenti negativi di oppressione e di costrizione, ora tu provi una sempre più comprensiva compassione, la libertà dei cieli. E quasi quasi non riconosci te stesso quando ti vedi andare per le strade e i vicoli della tua città, in obbedienza all'ingiunzione del Maestro di portarti in casa lo storpio, il cieco e lo zoppo.

(Nota di E.C. la percezione di aiutare a ridurre la sofferenza è una forte spinta ad andare verso il prossimo…perché in fondo in fondo, dopo tutte le aberrazioni, dopo tutte le paure, dopo tutti gli egoismi, nel cuore dell’Uomo c’è davvero una scintilla divina).
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